Le neurodivergenze descrivono modi di funzionare neurocognitivo che differiscono da quelli considerati più comuni o neurotipici.  Tra queste rientrano, ad esempio, ADHD e autismo (nei suoi diversi livelli), che si presentano (anche se non sempre vengono riconosciuti) durante l’infanzia e si manifestano in modi molto diversi da individuo a individuo.

Tutti i cervelli sono diversi, si parla infatti di neuro diversità . 

Alcuni funzionamenti sono tipici, ovvero statisticamente più comuni, altri no. Ecco che in questo caso si parla di divergenza: non è una malattia, ma un modo differente di funzionamento, che non va corretto ma conosciuto e compreso. 

La psicoterapia e la psicoeducazione permettono di conoscere più profondamente queste caratteristiche e trovare modalità più sostenibili per vivere la quotidianità.

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Neurodivergenze nell’adulto e nell’adolescente

ADHD e autismo possono presentarsi in maniera molto diversa nelle varie fasi della vita. Alcune caratteristiche possono essere riconosciute precocemente, mentre in altri casi diventano più evidenti durante l’adolescenza o l’età adulta, quando aumentano le richieste scolastiche, lavorative, organizzative e relazionali.

La persona può incontrare difficoltà nella regolazione emotiva, nella gestione delle energie o delle funzioni esecutive, oppure sperimentare sovraccarico di fronte a richieste e stimoli eccessivi.

Possono inoltre emergere ansia, difficoltà nell’autostima, fatica nella comunicazione o nelle relazioni affettive.

Ogni esperienza, tuttavia, è differente: non esiste un unico modo di vivere la neurodivergenza.

Masking, sovraccarico e bisogno di adattarsi

Alcune persone neurodivergenti imparano nel tempo a modificare o nascondere alcuni aspetti del proprio modo spontaneo di funzionare per adeguarsi alle aspettative sociali. Questo processo viene spesso indicato con il termine masking.

Cercare continuamente di apparire adeguati, controllare le proprie reazioni o imitare modalità relazionali percepite come maggiormente accettate può richiedere una grande quantità di energia.

Nel tempo possono comparire affaticamento, sovraccarico, difficoltà a riconoscere i propri limiti o la sensazione di dover continuamente “funzionare” secondo modalità che non rispecchiano pienamente i propri bisogni.

Comprendere questi meccanismi permette di iniziare a distinguere ciò che appartiene realmente alla persona da ciò che è stato costruito per adattarsi all’ambiente.

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Il percorso psicoterapeutico

Il percorso viene costruito a partire dalle caratteristiche e dalle necessità specifiche della persona.

La psicoterapia può aiutare a lavorare su aspetti come regolazione emotiva, organizzazione e funzioni esecutive, sovraccarico, gestione dell’energia, ansia, autostima, relazioni e comunicazione di coppia.

L’obiettivo non è adattare la persona a un unico modello considerato “giusto”, ma comprendere insieme quali siano le modalità di funzionamento individuali, quali situazioni generino maggiore fatica e quali risorse possano essere valorizzate.

Significa anche imparare a riconoscere i propri limiti senza interpretarli necessariamente come mancanze e costruire strategie che risultino realistiche e sostenibili nella vita quotidiana.

Conoscersi significa poter dare un nome a esperienze che, talvolta, sono state vissute per anni come incomprensibili o come difetti personali.

Se senti il bisogno di conoscere meglio il tuo funzionamento o di affrontare alcune difficoltà legate alla neurodivergenza, prenota un incontro con la psicoterapeuta Marta Campanaro e inizia un percorso costruito sulle tue esigenze e sulle tue caratteristiche.

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