Disturbi dissociativi: perdere contatto con sé stessi


Capita a molte persone, in momenti di forte stress, di sentirsi come distaccate dalla realtà. Come se tutto fosse irreale, ovattato, distante. Oppure di avere la sensazione di osservare sé stessi dall’esterno, come spettatori della propria vita.

Quando queste esperienze diventano frequenti, intense o interferiscono con la quotidianità, si può parlare di disturbi dissociativi. Non si tratta di “fantasie” o fragilità, ma di meccanismi psicologici complessi che meritano comprensione e attenzione.

Che cos’è la dissociazione

La dissociazione è una risposta automatica della mente a situazioni percepite come troppo intense o minacciose. È un modo per proteggersi.

In condizioni di forte stress o trauma, la mente può “scollegarsi” parzialmente dall’esperienza per ridurre l’impatto emotivo. Questo meccanismo, che in origine ha una funzione difensiva, può però diventare disfunzionale quando si attiva anche in assenza di un pericolo reale.

I sintomi dissociativi possono includere:

  • sensazione di irrealtà (derealizzazione)
  • percezione di essere separati dal proprio corpo o dalle proprie emozioni (depersonalizzazione)
  • vuoti di memoria
  • difficoltà a riconoscere le proprie emozioni
  • senso di confusione o perdita di continuità del sé

È come se la connessione tra mente, corpo ed emozioni si interrompesse temporaneamente.

Perché accade

Spesso i disturbi dissociativi sono legati a esperienze traumatiche o a situazioni prolungate di stress emotivo. Quando una persona non ha potuto elaborare un evento doloroso, la dissociazione può diventare una modalità abituale di gestione del disagio.

Anche in assenza di traumi evidenti, un ambiente emotivamente instabile o invalidante può aver insegnato alla mente a “spegnersi” per non sentire troppo.

Perdere contatto con sé stessi, in questi casi, è stato un modo per sopravvivere.

Il rischio dell’isolamento interiore

La dissociazione può creare una profonda sensazione di solitudine. Chi la vive spesso teme di “non essere normale” o di non riuscire a spiegare ciò che prova.

Questo isolamento aumenta la sofferenza. Sentirsi distanti dalle proprie emozioni o dal proprio corpo può generare ansia, paura e senso di perdita di controllo.

Ma la dissociazione non è un segno di follia. È una risposta adattiva che può essere compresa e trasformata.

Il percorso verso l’integrazione

La psicoterapia offre uno spazio sicuro in cui lavorare gradualmente sulla ricostruzione del contatto con sé stessi. Il percorso non forza il ricordo o l’emozione, ma procede con rispetto dei tempi e della sicurezza della persona.

Attraverso il lavoro terapeutico è possibile:

  • riconoscere i momenti di attivazione dissociativa
  • sviluppare tecniche di grounding per tornare al presente
  • rafforzare il senso di identità
  • integrare esperienze traumatiche in modo non travolgente

Guarire non significa eliminare una parte di sé, ma ricostruire un senso di continuità e coerenza interna.

Ritrovare presenza

Perdere contatto con sé stessi può essere spaventoso. Ma è possibile imparare, passo dopo passo, a restare presenti senza sentirsi sopraffatti.

La dissociazione è stata una protezione. Oggi può diventare una porta verso una maggiore consapevolezza, se accompagnata con cura.

Se ti capita di sentirti distante da te stesso o dalla realtà, non devi affrontarlo da solo. Prenota un incontro con la psicoterapeuta Marta Campanaro e inizia un percorso di riconnessione e integrazione.

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